Slc Cgil Calabria: si impedisca questa ennesima barbarie. Il Governo svolga il suo ruolo!

 

 

È di qualche giorno fa, la notizia che il tribunale del lavoro di Roma, ha reintegrato sul posto di lavoro 153 ex dipendenti di Almaviva, licenziati, per essersi rifiutati di cedere al ricatto, il 22 dicembre scorso.

Quella sera del 22 dicembre 2016, ai lavoratori della Almaviva Contact, è stato sottoposto un “accordo” in cui si chiedevano ulteriori restrizioni economiche, senza alcuna prospettiva futura, ma esclusivamente un sacrificio sull’altare del neoliberismo e dell’assenza di regole.

Le Rsu del sito di Roma ritenendo inaccettabile l’ennesima privazioni di reddito e diritti, quella notte dissero no all’ennesimo ricatto. Rinunciare a scatti di anzianità, TFR, livelli, ecc. per mantenere il posto di lavoro era stato giudicato un prezzo troppo alto da pagare.

Almaviva quindi ha proceduto con i licenziamenti, eh si, perché è bene tenere presente che i licenziamenti li fanno le aziende e non la Cgil o le Rsu come qualcuno ha strumentalmente fatto credere, appoggiato anche da qualche “servo sciocco” dalle pagine dei giornali padronali.

Ora che 153 di quei 1666 lavoratori licenziati sono stati reintegrati, sembrava che la giustizia avesse cominciato a fare il suo corso dando soddisfazione ai lavoratori per il maltolto, ed invece Almaviva applicando in malomodo la sentenza spedisce ad 800km dalle proprie case e dai propri affetti quei lavoratori.

È tempo che il Governo intervenga mettendo fine a questo scempio, assumendo un atteggiamento diverso rispetto a quello mantenuto nel corso di quelle concitate ore del 22 Dicembre. Si dimostri una istituzione autorevole di mediazione tra le parti, tenendo la casacca da arbitro e non quella di una delle due squadre in campo.

Il Governo agisca a tutela dei lavoratori Almaviva di Roma già dilaniati da infinite sofferenze inferte da una azienda irresponsabile, e riporti a normalità un intero settore che conta in Italia 80mila addetti, lacerati dall’assenza di regole e governati da logiche di appalti al massimo ribasso e deroghe contrattuali.

La battaglia vinta dalle Rsu di Almaviva Roma, dimostra che la gestione delle crisi in un settore non possono essere fatte all’insegna del ricatto, derogando al contratto collettivo nazionale e infliggendo sacrifici salariali e di diritti ai lavoratori.

Ma questa vittoria lancia messaggi chiari a tutte le aziende del settore, specie a quelle che operano in Calabria. Chi pensava di spostare le cause presso il tribunale di Roma, sperando in un giudizio più filopadronale, si dovrà risvegliare dal suo “sogno” e ritornare a vivere nella vita reale e non nel proprio film scritto, diretto ed autoprodotto. Non ci saranno “panorami” immaginari o artificiosi che li possano far scampare alla giustizia!!!

 

La Segreteria Regionale SLC CGIL CALABRIA

 

 

Lascia un commento