Commessa SORIS (Società Riscossione del Comune di Torino). L’azienda One-Os non intende riconoscere applicazione clausola sociale per i 22 lavoratori della Abramo CC di Crotone impattati dal cambio di appalto

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Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil della Calabria richiedono intervento delle istituzioni per il rispetto della legge a tutela della continuità occupazionale.

Nella giornata di ieri l’azienda One-Os, aggiudicatrice dell’appalto dei servizi di contact center a favore dei soggetti tenuti al pagamento dei tributi locali entrate extra tributarie ed entrate patrimoniali per la Soris, Società di Riscossione partecipata dal Comune di Torino, ha risposto alla nostra richiesta di incontro, invitandoci a prendere appuntamento presso la loro sede, e tenendoci al contempo a precisare che in ogni caso non è tenuta al rispetto della clausola sociale, in quanto specificatamente il bando di gara prevedeva che l’attività doveva essere svolta sul territorio torinese.

Questa risposta, oltre a manifestare profili di antisindacalità, renderebbe evidente che in Italia una azienda a partecipazione pubblica indice tranquillamente bandi di gara in totale violazione delle norme vigenti dello Stato.

Visto che la risposta di One-Os ha voluto precisare alcune questioni in punta di diritto, le segreterie regionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil della Calabria hanno inteso inviare una lettera al Ministero del Lavoro, alla Regione Calabria, alla Prefettura di Crotone, all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Crotone, al Sindaco del Comune di Torino, oltre che alle aziende coinvolte dal cambio di appalto in questione, sottolineando punto per punto quali siano le contraddizioni che emergono, oltre al becero tentativo di eludere la normativa sulla clausola sociale.

Slc, Fistel e Uilcom della Calabria, ribadendo che competerà agli enti preposti giudicare sulla correttezza dell’operato, hanno chiesto con forza l’intervento delle istituzioni per garantire la continuità occupazionale per 22 lavoratori calabresi.

Il territorio di Crotone ha già pagato un pesante tributo alle politiche scellerate di grandi committenti nazionali privati, sarebbe paradossale dover vivere un ulteriore dramma occupazionale a causa di un azienda a partecipazione pubblica.

Chiediamo pertanto alle istituzioni locali, alla deputazione parlamentare calabrese, di sostenere le ragioni delle nostre rivendicazioni al fine di salvaguardare la continuità occupazionale di 22 tra lavoratrici e lavoratori calabresi.

Crotone 30/04/2019

Le segreterie regionali della Calabria

SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL