L’articolo 20, comma 1, della Legge n. 8 del 22 maggio 2017, precisa che “il lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile ha diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato.”
Peccato che in TIM, questo non sia stato rispettato dall’azienda che da un lato accoglie le novità foriere di positive risultanze, derivanti da questo nuovo strumento, quali Employer Branding e l’employer of Choice, ecc…e dall’altra scarica, nuovamente, sui lavoratori una parte del risparmio.
Siamo, ovviamente, a favore del lavoro agile che è di supporto alle lavoratrici ed ai lavoratori che ne fanno richiesta, per svariate motivazioni e consideriamo questa nuova forma di lavoro, una valida alternativa per gestire al meglio l’equilibrio vita/lavoro. Non è, però, condivisibile il fatto che coloro che svolgono il medesimo lavoro da casa, rispetto a coloro che lo svolgono all’interno dell’azienda, siano privati del tk restaurant elettronico.
Abbiamo realizzato una piattaforma unitaria, che vede tra le richieste anche il lavoro agile.
Ribadiamo, pertanto, come la posizione di Slc-Cgil sia quella di giungere, all’interno della trattativa del secondo livello, ad un accordo in materia di lavoro agile, all’avanguardia con i tempi attuali, che ponga al centro le persone e non sia invece strumento di risparmi sulle spalle
delle lavoratrici e dei lavoratori.
Siamo del parere, inoltre, che un nuovo possibile accordo, debba prevedere un allargamento in termini di lavoratori interessati e di tempo a disposizione.
SEGRETERIA NAZIONALE SLC CGIL AREA TLC