Preg.mo Segretario Roberto Ghiselli,

ti scrivo in merito ad una incresciosa vicenda che sta interessando i dipendenti, e spesso già ex dipendenti, di Poste Italiane, chiedendo un tuo intervento in merito. Sembrerebbe infatti che il Fondo Buonuscita Poste Italiane, deputato a liquidare quella parte di Trattamento di Fine Rapporto dei dipendenti relativo al periodo in cui l’azienda Poste Italiane era ancora un ente pubblico (lo è stata fino al 1997) e che si configura come Buonuscita, venga nei fatti sottoposta alla stessa disciplina della pubblica amministrazione o degli enti pubblici di ricerca (ex art.1 comma 2 Dlgs 165 del 2001) nel conferimento delle somme spettanti; ciò significa che in base agli artt.23 e 24 del Decreto Legge n. 4 del 2019, le stesse non verranno erogate nei termini iniziali dei 24/27 mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro, ma la loro liquidazione rischia di coincidere con la presunta data di pensionamento (vecchiaia o pensione anticipata) in virtù del combinato disposto della normativa sopra indicata. Ti chiedo di verificare questa situazione che ha del paradossale e di intervenire in merito. Sicuro di un tuo tempestivo riscontro, ti invio i miei più sinceri saluti

Nicola Di Ceglie

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